venerdì 18 marzo 2016

Grimm/5: Biancaneve

Schneewittchen / Snow White / Blanche-Neige
2016
Acquerello / watercolour cm 24x32



domenica 13 marzo 2016

Grimm/4: La guardiana delle oche

Die Gänsemagd / The Goose Girl / La petite gardeuse d'oies
2016
Acquerello / watercolour cm 24x32

sabato 12 marzo 2016

venerdì 11 marzo 2016

Grimm/2: I musicanti di Brema

Die Bremer Stadtmusikanten / Town Musicians of Bremen / Les musiciens de Brême
2015
Acquerello / watercolour cm 24x32

giovedì 10 marzo 2016

Grimm/1: Cappuccetto Rosso

Rotkäppchen / Little Red Riding Hood / Le Petit Chaperon rouge
2015
Acquerello / watercolour cm 24x32

domenica 6 marzo 2016

Mentre fuori ha ricominciato a piovere

Quando hai a che fare con la letteratura per lavoro, può capitarti di riprendere tra le mani un libro chiuso dieci o quindici anni prima.
Sei come un meccanico che un bel giorno apre l’officina e si ritrova a dover fare i conti con una vecchia auto, un motore d’altri tempi, già curato in passato. E se all’inizio ne farebbe volentieri a meno, forse perché pensa di aver già dato, all’epoca, e di non poterne cavare nulla di buono, o forse perché teme di non sapere più dove mettere le mani, col passare delle ore, mentre ci lavora, ritrova vecchie conoscenze che credeva perdute. E che invece se ne stavano sepolte da qualche parte tra il radiatore e la sua memoria.
Nel tuo caso la vecchia auto magari è un romanzo di seicento pagine; all’epoca l’hai letto per puro piacere e ora lo esplori alla ricerca di forme e motivi in cui si nasconde un messaggio su un tema a cui stai lavorando. E assieme ai personaggi più o meno buffi, più o meno amati, più o meno impressi nella memoria, ti capita di reincontrare anche la persona che eri allora, la vita che vivevi e il mondo in cui ti muovevi. Può essere piacevole o esattamente il contrario, ma in ogni caso è passato abbastanza di quel tempo da renderti tutto accettabile, il male come il bene, e farti sentire come se anche la tua esperienza fosse lì, assieme a quelle dei personaggi, stampata e leggibile. Una storia reale, definita e lontana, così come reali, definite e lontane sono le altre storie racchiuse tra le due copertine.
A un certo punto, soprattutto se hai sonno, può anche capitarti di confondere le storie e leggere di te stesso, quello di un tempo o quello di oggi, lì su quelle pagine, tra quelle parole che diventano sempre meno nitide mentre il peso delle palpebre aumenta.
Allora può anche capitarti, è legittimo, di addormentarti dopo centinaia di pagine passate a seguire le vicende di un padre, il protagonista, e quelle di tutti i personaggi che si muovono intorno a lui in un paese straniero che ti è familiare quanto la tua vecchia casa. E una volta addormentato, puoi ritrovare in sogno proprio la tua vecchia casa, con dentro te, all’epoca, quando hai letto quel libro. E mentre i personaggi del romanzo continuano ad affollare la tua mente, può capitarti di chiamare il tuo, di padre. Ma già in sogno senti che non può risponderti.
Allora ti svegli e non sai che ora è. Hai ancora gli occhiali e la luce è accesa. Nel rumore delle auto giù in strada riconosci distintamente lo sguazzare della gomma su una scia bagnata e capisci che, nel frattempo, ha piovuto. Guardi l’orologio, ma tutto ciò che ne ricavi è che potrebbe essere primo pomeriggio o notte fonda. E che sono passati dieci o quindici anni. Oppure pochi mesi e qualche ora di sonno inatteso. Ricordi il sogno. Adesso sai perché non poteva risponderti. Adesso che non stai più sognando sai che non puoi provare a chiamarlo. E non perché sia notte fonda. Sai che alla fine arriverà l’alba e avrà inizio un nuovo giorno, ma sai con altrettanta certezza che questo non significa nulla e che non cambierà le cose.
E per la prima volta cominci a far pace con questa idea. Che la perdita è definitiva, e questo già lo sapevi, ma anche che il dolore non scompare e non diminuisce, al massimo si trasforma. Sai che non è l’ultima volta che piangerai, anche solo per tre secondi, rendendoti conto che quel sorriso l’hai rivisto solo in sogno. Lo sai e va bene così.
Da quel momento sai che quella presenza reale, definita e lontana è come il tuo passato. Non c’è più ma è da qualche parte dentro di te. E puoi ritrovarla tra le pagine di un libro, in un sogno o in un vecchio motore. In qualsiasi momento, anche ora, mentre fuori ha ricominciato a piovere.