giovedì 20 agosto 2015

L'umanità dietro i titoli delle notizie. La collina, di A. Gavron

Autore: Assaf Gavron
Titolo: La collina
Edizione originale: הגבעה Ha-giv‘ah, 2013
Traduzione: Shira Katz
Editore: La Giuntina
Pagine: 530
ISBN: 978-8880575771


Un decennio fa, quando gli ultimi fuochi della Seconda Intifada si erano appena spenti, Assaf Gavron (classe 1968) ci mostrò il mondo attraverso gli occhi di un attentatore suicida palestinese: il giovanissimo Fahmi, figura complessa e contraddittoria di terrorista riluttante, era il coprotagonista di La mia storia, la tua storia; quel romanzo, costruito su un’efficacissima doppia narrazione parallela, riusciva a rappresentare il conflitto dall’interno e da ogni punto di vista, senza sconti per nessuno e senza dimenticare l’umanità di nessuno.
Oggi, con La collina, Gavron ci trasporta sulle alture della Giudea, tra vento incessante e freddo pungente, sole impietoso e notti sotto le stelle, per mostrarci il mondo attraverso gli occhi dei coloni israeliani in Cisgiordania. Abbiamo a che fare, è evidente, con un autore che ama affrontare sfide e lavorare con figure impopolari; ma soprattutto abbiamo a che fare con un attento osservatore votato all’esplorazione della realtà attraverso il mezzo a sua disposizione: la narrazione. Probabilmente il solo mezzo in grado di restituire spessore umano a una serie di parole, definizioni, etichette, che ascoltiamo o leggiamo distrattamente tra i titoli delle notizie.

venerdì 14 agosto 2015

Una potente, lucida, onesta allegoria. Il frutteto, di B. Tammuz

Autore: Benjamin [Binyamin] Tammuz
Titolo: Il frutteto
Edizione originale: הפרדס Ha-pardes, 1972
Traduzione: Alessandro Guetta
Editore: E/O
Pagine: 128
ISBN: 978-8876413056

In poco più di cento pagine, la storia tumultuosa della Terra d'Israele nella prima metà del Novecento prende prepotentemente vita attraverso le vicende di una famiglia e del suo agrumeto. Una storia familiare oscura, misteriosa e crudele, tra antiche colpe e legami indissolubili, amori incondizionati e odi inestinguibili, narrata in prima persona da un personaggio minore, l'agronomo, osservatore non neutrale e voce volutamente inaffidabile.

Tutto ha inizio a Costantinopoli, dove un ebreo russo, oltre a metter su una fortuna nei commerci, ha un figlio dalla sua serva musulmana, originaria di Antiochia. Come una novella Hagar, la donna sarà abbandonata quando l'uomo farà ritorno in patria; ma, a differenza dell'Ismaele biblico, suo figlio le verrà strappato e sarà portato via dal padre. In Russia il piccolo Ovadia/Abdallah (stesso significato, "servo di Dio", in ebraico e in arabo) cresce assieme al fratellastro minore Daniel, figlio del matrimonio legittimo di suo padre, fino a quando la sua irrequietezza non lo condurrà lontanissimo da casa.